Questa sezione vuole essere di aiuto ai pazienti affetti da mieloma multiplo e alle loro famiglie, fornendo un elenco di siti disponibili in rete riguardanti le associazioni di volontariato e i centri specializzati nella cura delle malattie ematologiche. Abbiamo inoltre cercato di fornire informazioni chiare e semplici sul mieloma multiplo e sulle gammopatie monoclonali, sulla chemioterapia: i termini tecnici vengono spiegati in modo succinto nel glossario. In questa guida essi sono sottolineati: se volete approfondire basta cliccare sulla parola e potete passare direttamente al glossario
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Questa sezione, rivolta a medici, infermieri professionali e biologi che operano in campo onco-ematologico, si prefigge di fornire informazioni sui centri specializzati in Italia e all'estero, sulle società scientifiche italiane ed estere e sulle terapie convenzionali e in corso di sperimentazione per il mieloma multiplo. Vi è quindi una pagina che contiene una selezione dei siti disponibili on-line, dei cosiddetti "gruppi di discussione" e una pagina contenente un elenco dei principali futuri congressi.
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In questa sezione abbiamo cercato di raccogliere i siti più interessanti disponibili in rete per la consultazione di riviste scientifiche, testi ed atlanti ematologici e per la consultazione di banche dati a carattere generale o di pertinenza strettamente medica. In questo modo speriamo di poter facilitare il lavoro a medici, infermieri professionali, biologi e a chiunque sia interessato all'argomento.
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Terapia.
La terapia del mieloma multiplo dipende essenzialmente dallo stadio e dall'età del paziente.
Lo stadio I non richiede in genere alcuna terapia, almeno al momento della diagnosi. Se il paziente è anziano si preferisce aspettare l'eventuale progressione della malattia e l'insorgenza di una o più complicanze, prima di iniziare la terapia. Questo per risparmiare al paziente gli effetti collaterali della terapia che potrebbero essere più fastidiosi dei sintomi causati dal mieloma multiplo. Quest'atteggiamento che si chiama "osservazione guardinga" del paziente (in inglese "watch and wait"), potrebbe sembrare a prima vista rinunciatario, ma si fonda su due presupposti fondamentali:
  1. Il mieloma in stadio I non sempre progredisce negli stadi successivi e comunque la progressione può richiedere molti anni, nel corso dei quali il paziente può godere di una buona qualità di vita, senza i rischi e gli effetti collaterali della terapia.
  2. Il mieloma multiplo è una malattia curabile, ma non guaribile; nessuno studio clinico ha fino ad ora dimostrato che anticipare il trattamento dia dei benefici in termini di efficacia e di qualità di vita.

In pratica la terapia va riservata ai pazienti con mieloma multiplo in III stadio; a molti (ma non tutti) di quelli con malattia in stadio II.

Chemioterapia.
La chemioterapia svolge un ruolo fondamentale nel mieloma multiplo, essendo la malattia disseminata nel corpo già al momento della diagnosi.
La radioterapia da sola ha un ruolo marginale, riservato in pratica ai rari casi di unica localizzazione di malattia (plasmocitoma solitario osseo od extraosseo) o con uno scopo antidolorifico specie delle fratture patologiche e/o in caso di intenso dolore.
L’unica terapia che teoricamente puo’ portare a guarigione rimane il trapianto allogenico di midollo osseo, anche se l’eta’ elegibile e la disponibilita’ di donatori compatibili riduce drasticamente il numero dei pazienti trattabili. Negli ultimi anni per i pazienti con eta’ inferiore a 60 anni, notevole attenzione e’ stata rivolta al trapianto di midollo autologo (ABMT) con supporto di cellule staminali periferiche (PBPC).
Data l’elevata età dei pazienti alla diagnosi, nella maggioranza dei casi la forma di chemioterapia più frequentemente usata (terapia di induzione) è l'associazione di un cortisonico con un farmaco chiamato Melphalan; sono somministrati per os per alcuni giorni ogni 4-6 settimane. Sono state tentate chemioterapie più complesse e con molti farmaci variamente associati fra loro, ma nessuno dei protocolli proposti si è rivelato sicuramente più efficace rispetto ad un altro o al più semplice cortisone più Melphalan, che possono essere assunti anche a casa propria.
La scelta del trattamento di salvataggio nei casi di malattia resistente o recidivata dopo terapia di induzione dipende dalla durata della fase di remissione. Se questa e’ mantenuta per piu’ di un anno, il paziente ha buone probabilita’ di rispondere nuovamente alla terapia di induzione precedentemente somministrata; in caso contrario possono essre somministrati altri farmaci chemioterapici diversi da quelli precedentemente utilizzati (Vincristina, Adriamicina, Ciclofosfamide). Questi farmaci vengono somministrati per via endovenosa e richiedono pertanto un ricovero in regime di Day Hospital.



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