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Il
mieloma in stadio I non sempre progredisce
negli stadi successivi e comunque la progressione
può richiedere molti anni, nel
corso dei quali il paziente può
godere di una buona qualità di
vita, senza i rischi e gli effetti collaterali
della terapia.
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Il
mieloma multiplo è una malattia
curabile, ma non guaribile; nessuno studio
clinico ha fino ad ora dimostrato che
anticipare il trattamento dia dei benefici
in termini di efficacia e di qualità
di vita.
In pratica la terapia
va riservata ai pazienti con mieloma multiplo
in III stadio; a molti (ma non tutti)
di quelli con malattia in stadio II.
Chemioterapia.
La chemioterapia
svolge un ruolo fondamentale nel mieloma multiplo,
essendo la malattia disseminata nel corpo già
al momento della diagnosi.
La radioterapia
da sola ha un ruolo marginale, riservato in
pratica ai rari casi di unica localizzazione
di malattia (plasmocitoma solitario osseo od
extraosseo) o con uno scopo antidolorifico specie
delle fratture patologiche e/o in caso di intenso
dolore.
Lunica
terapia che teoricamente puo portare a
guarigione rimane il trapianto allogenico di
midollo osseo, anche se leta elegibile
e la disponibilita di donatori compatibili
riduce drasticamente il numero dei pazienti
trattabili. Negli ultimi anni per i pazienti
con eta inferiore a 60 anni, notevole
attenzione e stata rivolta al
trapianto
di midollo autologo (ABMT) con supporto
di
cellule
staminali periferiche (PBPC).
Data lelevata
età dei pazienti alla diagnosi, nella
maggioranza dei casi la forma di chemioterapia
più frequentemente usata (terapia di
induzione) è l'associazione di un cortisonico
con un farmaco chiamato Melphalan; sono somministrati
per os per alcuni giorni ogni 4-6 settimane.
Sono state tentate chemioterapie più
complesse e con molti farmaci variamente associati
fra loro, ma nessuno dei protocolli proposti
si è rivelato sicuramente più
efficace rispetto ad un altro o al più
semplice cortisone più Melphalan, che
possono essere assunti anche a casa propria.
La scelta
del trattamento di salvataggio nei casi di malattia
resistente o recidivata dopo terapia di induzione
dipende dalla durata della fase di
remissione.
Se questa e mantenuta per piu di
un anno, il paziente ha buone probabilita
di rispondere nuovamente alla terapia di induzione
precedentemente somministrata; in caso contrario
possono essre somministrati altri farmaci chemioterapici
diversi da quelli precedentemente utilizzati
(Vincristina, Adriamicina, Ciclofosfamide).
Questi farmaci vengono somministrati per via
endovenosa e richiedono pertanto un ricovero
in regime di Day Hospital.